pronto?
Mentre stavo sbucciando un’arancia mi e’ suonato il cellulare. Siccome avevano sbagliato numero ho subito ripreso a sbucciare.
La vernice metallica non veniva via molto bene, rimanevano chiazze scolorite che non rendevano affatto appetitosa la prospettiva di ingerire tutte quelle informazioni.
Insistendo con l’aiuto della punta
Facendo forza con le unghie ho sollevato lo strato superiore e con grande eccitazione ho guradato all’interno speranzona. Niente. Solo microchip, plastica e metallo. Niente informazioni.
In fondo me l’aspettavo, non e’ mai facile acquisire informazioni sopratutto se si tratta di numeri.
Ho titubato ma mi sono fatta forza. Ho staccato un pezzettino, uno di quelli morbidi e un po’ arrotondati, quelli con un numero e qualche lettera.
Lo appoggio sulla lingua e cerco di farlo sciogliere leggermente in modo da avere un assaggio. Un sapore lievemente amarognolo si spande dall’attaccatura della lingua e svanisce verso la gola che risente di un lieve pizzicore.
Inghiotto, senza masticare perche’ ho paura che le informazioni si fremmentino troppo se le schiaccio coi denti.
Scende giu’ fino ad arrivare allo stomaco dove i miei succhi gastrici lo attaccano.
Aspetto. Aspetto ancora. Ne prendo un’altro. Niente numeri o lettere ma solo un asterisco e un piu’.
Vado avanti cosi’ per un po’, inghiottendo e non masticando, fino a che non ho ingerito tutto. Getto gli scarti nel cestino vicino alla mia scrivania e riprendo a lavorare quando mi ricordo imporvvisamente che devo chiamare il consulente che ci sta aiutando col nuovo progetto.
Chiudo gli occhi, scorro tutta la lista presente nella rubrica telefonica che mi sono appena ingerita, localizzo il suo nome. Trovato, si, ma il numero non riesco proprio a leggerlo.
Non c’e’ modo, non c’e’ proprio modo di ricordarsi tutti i numeri di telefono, anche quelli che sapevi a memoria prima che arrivassero i cellulari. Spariti dalla testa come se tu non ce li avessi mai messi.
Ho il singhiozzo.
